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	<title>Unitre Isili</title>
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	<description>Università della terza età di Isili</description>
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		<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 17:31:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[programma-gennaio-2024]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.unitreisili.it/wp-content/uploads/2024/01/programma-gennaio-2024.pdf">programma-gennaio-2024</a></p>
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		<title>Vi portiamo con noi in Sicilia</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Oct 2023 10:57:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; L&#8217;Unitre, l&#8217;associazione culturale degli adulti curiosi, si è messa in viaggio alla scoperta della splendida Sicilia, terra di storia, cultura e paesaggi mozzafiato. Il viaggio è iniziato a Palermo, la capitale dell&#8217;isola, una città che incarna secoli di storia e di influenze culturali. La prima tappa è stata il palazzo dei Normanni, oggi sede [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;Unitre, l&#8217;associazione culturale degli adulti curiosi, si è messa in viaggio alla scoperta della splendida Sicilia, terra di storia, cultura e paesaggi mozzafiato. Il viaggio è iniziato a Palermo, la capitale dell&#8217;isola, una città che incarna secoli di storia e di influenze culturali. La prima tappa è stata il palazzo dei Normanni, oggi sede dell’Assemblea Regionale, con il suo grande cortile porticato, il giardino e soprattutto la Cappella Palatina fatta consacrare da re Ruggero II di Sicilia nel 1140.   Da qui il percorso è proseguito verso la cattedrale di Palermo. Sono questi capolavori di architettura normanna e araba. Il gruppo é rimasto affascinato dalla fusione di stili e dalla ricca decorazione all&#8217;interno della cattedrale. Ma la vera sorpresa è stata la visita a Monreale, dove il Duomo con i suoi mosaici d&#8217;oro e il Chiostro dei Benedettini ha trasportato i visitatori in un mondo di bellezza e spiritualità.</p>
<p>Altra tappa è stata la visita a Palazzo Valguarnera Gangi, dimora dove è stata girata la scena del  ballo del celebre film &#8220;Il Gattopardo&#8221; di Luchino Visconti. Guida d&#8217;eccezione per l&#8217;occasione è stata la padrona di casa, la principessa Carine Vanni Mantegna di Gangi, consorte del principe Giuseppe. Tutti sono rimasti affascinati dalla bellezza e dalla storia della residenza nobiliare, che tanti definiscono una “piccola Versailles”.</p>
<p>Da Palermo, il viaggio è proseguito verso Enna, una città che sorge su un&#8217;altura e offre una vista mozzafiato sulla campagna circostante. Lì, i soci dell&#8217;Unitre hanno potuto immergersi nella storia della Sicilia visitando il Castello di Lombardia e apprezzando la tranquillità del luogo.</p>
<p>La tappa successiva è stata Piazza Armerina, dove il gruppo è rimasto senza parole di fronte alla Villa Romana del Casale, un sito archeologico straordinario con i suoi mosaici ben conservati che raccontano storie di antica Roma. Il livello di dettaglio e la bellezza dei mosaici hanno fatto sorgere molte domande tra i visitatori, alimentando la loro curiosità per il passato.</p>
<p>Il viaggio è proseguito verso Ragusa e Modica, città incantevoli situate nella Val di Noto e famose per le loro architetture barocche. I vicoli stretti, le chiese ornamentate e i palazzi storici creavano un&#8217;atmosfera magica. Ci si perdeva tra le strade di queste città dichiarate Patrimonio dell&#8217;Umanità dall&#8217;UNESCO, assaporando le delizie culinarie locali, tra cui il cioccolato di Modica.</p>
<p>Raggiunta Scicli si sono visitati i luoghi di Montalbano con il suo celebre Commissariato di Vigata.</p>
<p>Da Modica, il gruppo si è diretto a Catania e, prima del tour del centro storico della bella città, una breve sosta ad Aci Trezza ad ammirare i faraglioni che Omero ci racconta siano stati scaraventati da Polifemo verso Ulisse e, l’emozione di uno sguardo e una foto sui luoghi verghiani: il molo, antico scalo dei Malavoglia e la Casa del nespolo. Infine la sera l&#8217;ospitalità a Viagrande di Catania dove i paesaggi mozzafiato dell&#8217;Etna, l&#8217;imponente vulcano, facevano da sfondo a una serata indimenticabile, ricca di prelibatezze locali.</p>
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<p>Infine, il viaggio si è concluso a Taormina, una perla della costa orientale siciliana. La vista panoramica sulla baia di Naxos e sull&#8217;Etna era semplicemente stupefacente. I viaggiatori hanno esplorato il Teatro Greco, ammirando le rovine antiche che si stagliavano contro il mare azzurro.</p>
<p>Mentre la comitiva lasciava la Sicilia, portava con sé i ricordi di una terra straordinaria e di un viaggio che aveva nutrito la loro mente e il loro spirito. I soci hanno vissuto giorni di meraviglia e stupore, immersi nella bellezza e nella cultura di questa affascinante isola, e la Sicilia continuerà  a vivere ancora a lungo nei loro cuori..</p>
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		<title>Esito laboratorio teatrale</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jul 2023 13:42:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora una volta l’Unitre si mette alla prova con un laboratorio teatrale, un’attività frutto delle improvvisazioni dei soci &#8211; attori che mettono in scena la commedia “E’ arrivata la nuova infermiera”. Con in ironia e sarcasmo il lavoro ripropone quello che è il clima che si vive in una casa di riposo per anziani dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta l’Unitre si mette alla prova con un laboratorio teatrale, un’attività frutto delle improvvisazioni dei soci &#8211; attori che mettono in scena la commedia “E’ arrivata la nuova infermiera”.</p>
<p>Con in ironia e sarcasmo il lavoro ripropone quello che è il clima che si vive in una casa di riposo per anziani dove i pazienti sono sottoposti a una terapia fatta di medicine che al di là di curare inebetiscono le loro menti.</p>
<p>È con l’arrivo di una nuova e giovane infermiera che il clima cambia. Gli ospiti invitati a raccontarsi si scoprono protagonisti di storie singolari e romanzesche: spie russe, trapeziste, poliziotte, marescialli &#8211; comandanti si incrociano con intrighi di servizi segreti legati allo spionaggio internazionale e alieno. Il  finale a sorpresa scioglierà  la trama del racconto.</p>
<p>I soci &#8211; attori hanno dato il meglio di sé, divertendosi e divertendo gli spettatori che hanno partecipato simpaticamente alla rappresentazione dimostrando con calorosi applausi di aver gradito un lavoro teatrale che si è rivelato decisamente allegro e divertente.</p>
<p>La regia di Fabrizio Congia ha trattato un argomento delicato quale quello delle case di riposo per anziani con tratti di levità e nello stesso tempo di realismo. Il messaggio che ne è emerso è quello di considerare la terza età un momento della vita ricco ancora di risorse e di potenzialità che non sempre una società come la nostra, distratta da falsi miti, è in grado di riconoscere ed apprezzare.</p>
<p>Gli attori che hanno partecipato al laboratorio teatrale ringraziano la presidente dell’Unitre Lalla Serra, il Comune di Isili, la Biblioteca Comunale e tutti coloro che hanno partecipato in diversi modi alla realizzazione dell’opera.</p>
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		<title>Vi raccontiamo il viaggio nei Paesi Baschi</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jul 2023 14:24:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Ancora un viaggio all’estero, l’Unitre questa volta visita i Paesi Baschi una comunità autonoma della Spagna che confina con la Francia e si affaccia sul mare cantabrico del Golfo di Biscaglia. Un paese che affascina i Sardi perché ne guardano l’autonomia a cui anch’essi aspirano, basata sulla originalità di un idioma antichissimo che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Ancora un viaggio all’estero, l’Unitre questa volta visita i Paesi Baschi una comunità autonoma della Spagna che confina con la Francia e si affaccia sul mare cantabrico del Golfo di Biscaglia. Un paese che affascina i Sardi perché ne guardano l’autonomia a cui anch’essi aspirano, basata sulla originalità di un idioma antichissimo che ha rischiato seriamente di scomparire per effetto delle politiche del regime franchista.</p>
<p>Bilbao accoglie i viaggiatori con le sue strade linde i suoi giardini e le sue aiole fiorite sotto un cielo grigio e piovoso. Dopo esserci trasferiti nell’elegante Hotel Mercure, nelle sue camere comode e accoglienti ci prepariamo per visitare la città. È qui che a ora di pranzo consumiamo le famose ‘pincho’, stuzzichini che accompagnano l’aperitivo.</p>
<p>Il secondo giorno ci trasferiamo col pullman a Vitoria, il capoluogo, e la sua bella cattedrale di Santa Maria. Al rientro nel pomeriggio visitiamo quella che è l’attrazione più famosa di Bilbao, l’avveniristico <strong>Museo Guggenheim, una struttura in acciaio </strong>opera di Frank Gehry inaugurata nel 1997 che ha rappresentato il passaggio dall’economia industriale (siderurgica) a quella turistica.</p>
<p>La visita sotto una pioggia torrenziale si svolge tra gli ampi ambienti del museo che accoglie opere d’arte futuristiche come l’enorme labirinto in acciaio realizzato da<strong> Richard Serra:</strong><strong> </strong>una riflessione sul tempo, sullo spazio e sull’evoluzione artistica della scultura. Ambienti colorati, pitture astratte, forme originali, che non trovano spesso il gusto artistico di molti di noi che ironizzano su quelle opere che sembrano proporre un’arte elementare e paradossale. È solo la spiegazione della guida che dà senso alle opere di artisti che interpretano l’arte contemporanea. Tra esterno e interno sono tante le opere da vedere come <strong>“Puppy</strong><strong>”</strong>, la scultura floreale di<strong> </strong><strong>Jeff Koons</strong> che rappresenta un cane terrier (che molti di noi possono ammirare in serata a tempesta placata) oppure<strong> </strong><strong>“Manman”</strong><strong>,</strong> struttura scheletrica simile a un ragno opera di <strong>Louis Bourgeois</strong>.</p>
<p>Quindi La sistemazione in Albergo, la cena a buffè e la passeggiata notturna concludono la serata.</p>
<p>Il terzo giorno ci trasferiamo col pullman a visitare San Sebastian che si affaccia sul mare cantabrico con le sue chiese le sue strade pulite e in compagnia di una guida del posto che rievocando episodi della sua famiglia ci illustra una città marinara, la sua baia, le sue belle ville e la famosa “costa del pettine del vento” realizzata da artisti locali.</p>
<p>Il giorno dopo il viaggio procede alla volta di Burgos a visitare la splendida cattedrale,</p>
<p>luogo di sepoltura di Rodrigo Diaz conte de Bivar (“El Cid”)  e della moglie Doña Jimena. Il 31 ottobre1984 l’UNESCO inserì la cattedrale tra i Patrimoni dell’Umanità unica cattedrale spagnola ad averne l&#8217;onore.</p>
<p>Ad accompagnarci nella visita è la guida Nicola di Bari (come dice di Chiamarsi) un personaggio curioso e originale: il suo parlato teutonico, le sue spiegazioni erudite, il suo guidare la compagnia con fermezza quando ci accompagna ai bagni o ci impedisce gli acquisti di souvenir suscitano divertimento e ilarità nel gruppo che lo segue</p>
<p>Nel pomeriggio ci avviamo alla volta di Segovia dove alloggiamo nell’austero Hotel S. Antonio El Real</p>
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<p>L&#8217;hotel si trova nel Monastero di San Antonio El Real, una costruzione che è stata dichiarata Monumento Nazionale di Segovia, città nominata Patrimonio dell&#8217;Umanità.</p>
<p>L’ultimo giorno la visita alla città che ci consente di ammirare l’imponente acquedotto romano fatto costruire nel 1 secolo dall’imperatore Traiano, con blocchi di granito a secco e il Castello di Alcazar che si alza su uno sperone roccioso ricostruito e restaurato dopo un violento incendio. All’interno si possono ammirare armature e soffitti splendidamente decorati.</p>
<p>La cattedrale di Segovia è una delle grandi cattedrali di Spagna e, per la sua eleganza, è detta la &#8220;Signora delle Cattedrali&#8221;. Fu costruita in stile tardogotico fiorito</p>
<p>Tipiche di Segovia sono le vecchie case con le facciate a rilievi decorati con arabeschi detti <em>esgrafiados segovianos</em>.</p>
<p>Il viaggio di ritorno ci porta all’aeroporto di Madrid, imbarchiamo per Cagliari dove arriviamo stanchi e soddisfatti. Ma è sul pullman che ci porta a Isili che esplode, con canti liberatori degli anni sessanta, l’eccitazione vissuta in un viaggio ancora una volta ricco di esperienze stupefacenti.</p>
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		<title>&#8220;Cantar l&#8217;altrove&#8221; di Sergio Atzeni</title>
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		<pubDate>Mon, 15 May 2023 19:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 10 maggio 2023. La sala del centro sociale di Isili è oscurata, la sensazione di entrare in un teatro è palpabile, un tavolo sulla destra e un leggio sulla sinistra sono elementi sufficienti a creare quelle note scenografiche che suscitano negli spettatori l’attesa dello spettacolo: “CANTAR L’ALTROVE” Prosa e poesia di Sergio Atzeni “Cantar [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>Mercoledì 10 maggio 2023.</div>
<div>La sala del centro sociale di Isili è oscurata, la sensazione di entrare in un teatro è palpabile, un tavolo sulla destra e un leggio sulla sinistra sono elementi sufficienti a creare quelle note scenografiche che suscitano negli spettatori l’attesa dello spettacolo: “CANTAR L’ALTROVE” Prosa e poesia di Sergio Atzeni</div>
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<div>“Cantar l’altrove” nasce grazie alla preziosa collaborazione di Rossana Copez, moglie di Sergio Atzeni cui si deve la selezione dei <a tabindex="-1"></a>brani.</div>
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<div>In scena: l’attrice Marta Proietti Orzella e il Chitarrista Luca Pauselli</div>
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<div>«Mi cerco le storie e non le invento», aveva detto Atzeni in una intervista. Ecco che le storie nascono sia dall’ispirazione di realizzare vari racconti sui quartieri cagliaritani – nella fattispecie si tratta di Castello – sia dalla notizia storica. La “Storia di Carluccio” e la “Storia di una monaca” si alternano ai versi della raccolta “Versus”, mettendo in luce l’uso sapiente del ritmo della lingua di Sergio Atzeni.</div>
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<div>I protagonisti delle storie appartengono alle più svariate classi sociali, anche se Atzeni mette in scena soprattutto il popolo degli umili, degli sconfitti, dei marginali.</div>
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<div>Le capacità interpretative di Marta Proietti fanno sì che i personaggi risaltino in tutta il loro realismo popolare, uomini e donne eccentrici sfilano sotto gli occhi dello spettatore che si lascia coinvolgere dalle provocazioni che l’attrice lancia dal palco. La partecipazione che ne nasce crea una sorta di dilatazione dello spettacolo che diverte il pubblico e lo rende personaggio tra i personaggi.</div>
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<div>Fuori palco una tenda consente all’attrice di cambiare di volta in volta l’abito di scena che la cala nelle diverse figure maschili o femminili a interpretare situazioni sconcertanti e paradossali</div>
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<div>Lo spettacolo si svolge con un ritmo incalzante, parole e musica procedono con armonia e tengono desto l’interesse degli spettatori fino alla conclusione della rappresentazione.</div>
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<div>Il pubblico gratificato per aver avuto l’occasione di assistere ad una pièce teatrale di alto livello rivolge calorosi applausi agli artisti che si intrattengono volentieri a fine spettacolo scambiando informazioni e curiosità sull’opera di Sergio Atzeni.</div>
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		<title>Sergio Atzeni</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Apr 2023 10:03:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’incontro con il prof Duilio Caocci di martedì 4 aprile segna la conclusione di un breve ma intenso corso di letteratura sarda: dalla Deledda, donna del secolo scorso che dei sardi seppe raccontare l’identità antropologica a Giuseppe Dessi che della verità storica volle farsi guida nella narrazione a Sergio Atzeni che a episodi storici fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’incontro con il prof Duilio Caocci di martedì 4 aprile segna la conclusione di un breve ma intenso corso di letteratura sarda: dalla Deledda, donna del secolo scorso che dei sardi seppe raccontare l’identità antropologica a Giuseppe Dessi che della verità storica volle farsi guida nella narrazione a Sergio Atzeni che a episodi storici fa riferimento come delle fole di un’epoca superstiziosa con lo scopo di imbastire meglio la sua satira contro l’élite della Cagliari dell’epoca.</p>
<p>Atzeni nelle sue opere, quasi risponde alle fole degli “altri”, l’abitudine, cioè, di descrivere la Sardegna come un luogo esotico e bizzarro e l’altrettanta cattiva abitudine dei sardi di accogliere tali bizzarrie senza opporre resistenza.</p>
<p>Silenzioso e attento il pubblico si lascia coinvolgere dal racconto di un docente che parla di un narratore che ha cambiato il modo di raccontare la Sardegna, che ha immerso in atmosfere fiabesche con spigolature allegoriche e punte di comicità.</p>
<p>Una Sardegna che ha sempre avuto di sé l’dea che nei territori barbaricini una cultura autoctona si fosse radicata a custodia di una identità originaria e l’altra costiera, contaminata da influssi esterni e coloniali.</p>
<p>I due modelli agiscono in diversi romanzi di Atzeni. Il primo romanzo “Apologo del Giudice bandito” che assume la data 1492 come la conclusione di un feudalesimo che aveva visto un popolo libero con i suoi giudicati a differenza dell’ultimo pubblicato postumo “Passavamo sulla terra leggeri” che narra di tempi lunghi e di epoche nuragiche quasi a voler sottolineare la convinzione che con la caduta dei giudicati finisca la libertà di un intero popolo</p>
<p>Atzeni mediovaleggia spesso e in vario modo, persino quando decide di raccontare una storia modernissima come è quella del “Quinto passo è l’addio”. Il protagonista Ruggero porta il nome della dinastia dei giudici cagliaritani e osserva i monumenti che portano i segni nobili di quel passato libero e quelli ignobili della storia post giudicale. Lo stesso tema che appassionava il prof Boscolo e il Prof Lilliu che in quel periodo operavano all’università di Cagliari</p>
<p>Di lui, di fede comunista, ricordiamo la sua profonda crisi religiosa che si intravede attraverso simbologie nascoste nelle sue opere specie in “Bellas Mariposas” e “Passavamo sulla Terra leggeri” oltre che nel suo patrimonio valoriale.</p>
<p>I suoi romanzi sono tutti ambientati in Sardegna sin dalle epoche più remote, passando per le lotte sociali dei minatori durante il Fascismo, sino ai giorni nostri.</p>
<p>I protagonisti delle sue storie appartengono alle più svariate classi sociali ma in modo particolare umili, sconfitti, e marginali. Originale il suo linguaggio nei racconti e ancora di più, in alcuni romanzi, (“Il figlio di Bakunìn”) &#8211; un mix di sardo, italiano e cagliaritano &#8211; che ha fatto scuola tra gli scrittori sardi dell’ultima generazione.</p>
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		<title>comunità l&#8217;Aquilone</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 06:32:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì’ 29 marzo ’23 l’Unitre ospita don Carlo Follesa un prete che ha fatto della sua vita una palestra di solidarietà verso quella umanità che spesso rischia di perdersi nei meandri dell’incomprensione e della sofferenza. Lo accompagna Daniele Corona un suo giovane collaboratore che contribuisce con la sua presenza a gestire il centro di pronta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì’ 29 marzo ’23 l’Unitre ospita don Carlo Follesa un prete che ha fatto della sua vita una palestra di solidarietà verso quella umanità che spesso rischia di perdersi nei meandri dell’incomprensione e della sofferenza.</p>
<p>Lo accompagna Daniele Corona un suo giovane collaboratore che contribuisce con la sua presenza a gestire il centro di pronta accoglienza “Laquilone”  una delle più importanti comunità terapeutiche per tossico dipendenti della regione.</p>
<p>Lottare contro l’emarginazione, promuovere la crescita e la maturazione delle persone in particolare dei giovani, incentivare il senso di civile convivenza: sono questi i principali obiettivi di uno dei maggiori Centri di Solidarietà cagliaritana.</p>
<p><strong>L’Aquilone</strong><strong> </strong>rappresenta una delle comunità sarde ufficialmente riconosciute come Enti Ausiliari impegnate nella lotta contro l’emarginazione e alle tossicodipendenze.</p>
<p>Opera tutti i giorni  per offrire un aiuto concreto ai concittadini meno fortunati, in particolare senza tetto o tossicodipendenti.</p>
<p>L’oratore parla con passione delle attività della sua associazione per il recupero di giovani irretiti dalle droghe le cui cause sono da far risalire spesso a certi fallimenti educativi non solo nell’ambito della famiglia quanto nel contesto ambientale.</p>
<p>Il processo di crescita non è infatti esente da aspetti critici: aspettative, ansie, preoccupazioni. Il ruolo della comunità educante, che non comprende solo la scuola ma anche le famiglie, le istituzioni, i presidi sociali ed educativi presenti sul territorio, è proprio quello di supportare bambini e ragazzi nel proprio percorso di crescita.</p>
<p>La mancanza di questi punti di riferimento può agevolare l’insorgenza di comportamenti a rischio, che possono essere di tanti tipi.</p>
<p>È allora che I giovani quando hanno la possibilità di entrare in comunità conoscono un ambiente protetto ed educatori che affidando loro delle attività di lavoro li abituano a rispettare le regole e scoprire quei ritmi di vita sani che pian piano li emancipano dalle cattive abitudini.</p>
<p>La conversazione con un pubblico attento si anima quando Don Follesa parla del rapporto che istaura con i suoi ragazzi che per lo più si affezionano ai loro educatori che ricercano anche quando il loro percorso educativo si è esaurito.</p>
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		<title>“Aspetti di classificazione ed etichettatura degli oli extravergine”.</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Mar 2023 17:52:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 15 marzo nel centro sociale l’Unitre di Isili con Paolo Solinas, Professionista appassionato, con esperienza pluriennale nel settore dell’enogastronomia e dell’hospitality si parla di “Aspetti di classificazione ed etichettatura degli oli extravergine”. L’argomento risulta particolarmente interessante ad un pubblico che mostra di conoscere un frutto le cui origini si perdono nella notte dei tempi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 15 marzo nel centro sociale l’Unitre di Isili con Paolo Solinas, Professionista appassionato, con esperienza pluriennale nel settore dell’enogastronomia e dell’hospitality si parla di “Aspetti di classificazione ed etichettatura degli oli extravergine”.</p>
<p>L’argomento risulta particolarmente interessante ad un pubblico che mostra di conoscere un frutto le cui origini si perdono nella notte dei tempi. L’olio di oliva venne utilizzato come unguento per la pelle, per alimentare le lampade – l’olio lampante – e assunto come medicinale.<br />
Segni della coltivazione dell’olivo, furono trovati anche in zone non adatte dal punto di vista climatico ma furono i Greci a diffondere la coltivazione dell’olivo nel Mediterraneo.</p>
<p>Furono poi i Romani a divulgare la pianta in tutti i territori dell’Impero e particolarmente in Sardegna ricca di olivastri. Sempre i Romani classificarono l’olio in base alle diverse tipologie di spremitura.<br />
Con la caduta dell’Impero Romano, anche la coltivazione dell’olivo cadde in disgrazia e per secoli gli uliveti sopravvissero solo in pochi territori.</p>
<p>Dopo un lungo periodo in cui si valorizzarono i grassi come le margarine e il burro gli ultimi decenni hanno decretato il successo e la riqualificazione dell’olio, anche grazie al successo della dieta mediterranea.<br />
L’olio d’oliva è diventato uno dei prodotti alimentari italiani più amati e più esportati nel mondo.</p>
<p>Il frutto è l’unico da cui si estrae l’olio si divide in quattro parti anatomiche: pelle, polpa nocciolo e seme; il contenuto in olio varia in funzione di cultivar, maturazione e luogo di coltivazione. Il prodotto è estremamente delicato può essere pregiudicato dalla lunga permanenza della materia prima in frantoio, dal conferimento e conservazione in sacchi e contenitori non areati, dallo spostamento del prodotto con mezzi che lo possono lesionare, dall’utilizzo di macchine con scarico di fumi in prossimità del prodotto.</p>
<p>Particolare attenzione il docente pone sull’etichetta e la sua lettura, illustrando la normativa europea di riferimento relativa alla commercializzazione dell’olio di oliva, i claims consentiti, per poi soffermarsi sulla tipologia di estratto come quella a freddo, l’olio filtrato e tutte le qualità dell’extravergine.</p>
<p>Durante la lezione che si caratterizza per la peculiarità delle argomentazioni un brusio di commento accompagna il parlato del relatore a testimonianza dell’interesse che la lezione suscita, parecchi sono gli interventi di chi vuole confrontare le sue esperienze, di chi vuole conoscere quegli aspetti del prodotto che sono a volte soggetti a sofisticazioni.</p>
<p>La serata si conclude con il proposito di riprendere l’argomento che tanto ha appassionato gli intenditori in una prossima occasione.</p>
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		<title>8 marzo 2023 festa della donna</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Mar 2023 08:19:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[8 marzo 2023 festa della donna. L’Unitre di Isili in contrapposizione a chi questa festa considera retorica e superata ne celebra la ricorrenza perché dà a questa giornata ancora un significato essenziale. Con questa consapevolezza che &#8220;la strada per il raggiungimento di una parità di genere effettiva, costituita con pienezza da diritti e da opportunità, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>8 marzo 2023 festa della donna. L’Unitre di Isili in contrapposizione a chi questa festa considera retorica e superata ne celebra la ricorrenza perché dà a questa giornata ancora un significato essenziale.</p>
<p>Con questa consapevolezza che &#8220;la strada per il raggiungimento di una parità di genere effettiva, costituita con pienezza da diritti e da opportunità, è ancora lunga e presenta tuttora difficoltà&#8221; celebriamo la giornata della donna con il duo Roberta Gaviano (voce) e Alessio Sanna (tastiere) che si esibiscono in un excursus di musiche e parole che hanno come protagonista la donna.</p>
<p>La voce morbida e squillante di Roberta accende il pubblico, canzoni note ai più sono accompagnate da chi ne ricorda le parole e un clima gioioso si diffonde nella sala.</p>
<p>Roberta tra una canzona e l’altra recita testi classici dai più antichi ai più recenti dove la donna viene rappresentata secondo la cultura del tempo. Da Boccaccio a Shakespeare: passando dall’amore licenzioso alla lotta per il potere fino al significativo discorso di insediamento di Nilde Iotti, prima donna eletta alla seconda camera dello stato. Non mancano pagine in cui si riflette sull’uso del lessico al femminile sempre allusivo a significati equivoci.</p>
<p>Le doti canore di chi sa interpretare con maestria canzoni d’autore, molte delle quali hanno segnato un’epoca e sottolineato l’evoluzione dei costumi arricchite dalle note musicali della tastiera di Alessio Sanna creano un’atmosfera di festa.</p>
<p>Il pubblico immerso in un clima di allegria sottolinea con frequenti applausi le performance dei due interpreti. La giornata della donna viene festeggiata trattando con leggerezza temi ardui che si dibattono ancora oggi vivacemente nella nostra società.</p>
<p>Che l’esibizione sia stata apprezzata lo ha confermato la richiesta di bis finali e l’accompagnamento canoro della platea alla canzone ’Donne’ di Zucchero.</p>
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		<title>La lezione sui Giudicati</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Mar 2023 07:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La lezione sui Giudicati viene ripresa in un secondo incontro mercoledì 8 febbraio 2023 dalla medioevalista prof.ssa Olivetta Schena a prosecuzione di un breve corso sulla storia della Sardegna inaugurato nella lezione del 16 novembre scorso. Attraverso l’analisi di importanti documenti storici la prof illumina i risvolti di un’epoca importante per la Sardegna che segna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La lezione sui Giudicati viene ripresa in un secondo incontro mercoledì 8 febbraio 2023 dalla medioevalista prof.ssa Olivetta Schena a prosecuzione di un breve corso sulla storia della Sardegna inaugurato nella lezione del 16 novembre scorso.</p>
<p>Attraverso l’analisi di importanti documenti storici la prof illumina i risvolti di un’epoca importante per la Sardegna che segna una sorta di anticipazione di quelli che saranno gli stati nazionali di cui conosceremo l’esistenza in età successive.</p>
<p>Tutta la lezione si è svolta analizzando preziose fonti documentarie finalizzate a dimostrare come la cultura sarda e con essa le istituzioni dei quattro giudicati siano stati il risultato di contaminazioni con civiltà mediterranee.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Sardegna, invece, nonostante negli ultimi anni molto sia cambiato, si trova una corrente autodefinitasi &#8216;costante resistenziale sarda&#8217;, basata su un concetto di identità ancestrale e di fatto metatemporale.</p>
<p>Come se la civiltà sarda fosse data una volta per tutte e quindi ha sempre dovuto lottare strenuamente per resistere a ogni forma d’attacco portato dal mare alla propria indipendenza, autonomia e integrità culturale</p>
<p>In realtà la storia della Sardegna basso medievale dimostra che l&#8217;identità culturale si forma col tempo, con la contaminazione di culture e, certo, anche con l&#8217;avvicendarsi di forme di potere e di dominazioni di natura differente, compresa quella politica ed economica (a volte imposta duramente e col sangue) da uomini provenienti dal mare.</p>
<p>L’isola è costituita da un ricco e straordinario patrimonio artistico e architettonico rappresentato dalle decine e decine di chiese romaniche (urbane ma soprattutto rurali), realizzato da maestranze toscane e lombarde che tra XII e XIII secolo si radicarono nel territorio, dando vita ad un&#8217;architettura romanica sarda contraddistinta da caratteri originali.</p>
<p>La stessa struttura urbanistica del castello di Cagliari, di centri come Iglesias, Alghero, Bosa e Castelsardo rimanda ai secoli della &#8216;contaminazione bassomedievale’. Per non parlare delle questioni linguistiche: ad Alghero i cittadini parlano ancora con orgoglio l&#8217;antico catalano Nell’antica Villa di Chiesa (oggi Iglesias) la cittadinanza va fiera del suo antico &#8216;fondatore&#8217;, il conte Ugolino della Gheradesca, e per secoli si è amministrata con un codice di leggi: il Breve di Villa di Chiesa, vergato all&#8217;inizio del XIV sec.</p>
<p>La storia della Sardegna medioevale è stata raccontata secondo un punto di vista nuovo per un pubblico abituato a considerare la Sardegna una terra vittima di crudeli dominazioni straniere che hanno devastato una terra scrigno di tesori originali e autentici. La discussione si anima quando si considera la maniera come la scuola si sia sempre occupata della storia della Sardegna relegandola ai margini della grande storia lasciando gli studenti privi di senso critico nei confronti del passato.</p>
<p>Anche questa volta l’Unitre ha offerto ai suoi soci una preziosa occasione di riflessione, ringrazia la prof,ssa Schena  e le dà appuntamento alla prossima lezione sul Giudicato di Arborea, la Carta de Logu e la celebre giudicessa Eleonora.</p>
<p>&nbsp;</p>
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